AZIENDA NON RISPETTA MISURE SICUREZZA

L’Azienda, rafforzata dall’approvazione di 5 sigle sindacali, esprime il nuovo corso in modo particolarmente pesante nei confronti della salute dei lavoratori.

L’Azienda si è presentata nella riunione del Comitato per la Sicurezza OPN a Roma il giorno 21 Aprile con alcune considerazioni per noi ” rischiose ” e che sono state accettate da SLP CISL – SLC CGIL – UILPOSTE – CONFSAL e FAILP alle quali noi ci siamo opposti, rifiutandoci di firmare. In pratica hanno condiviso che …

1) l’attività di Poste Italiane sarebbe a basso rischio di contagio!;

2) l’azienda non fornisce dati dettagliati sui casi di contagio dei colleghi/e;

3) Il plexiglass fa sì che le mascherine siano difficilmente contaminabili e quindi possono essere utilizzate per tre giorni (anche se monouso);

4) la mascherina non è obbligatoria se si lavora alla distanza interpersonale minima “prevista” (che generalmente è un metro);

5) esclusi pochi grossi centri non è prevista la possibilità di misurazione della temperatura del lavoratore.

6) i Test Sierologici rapidi non sono affidabili per l’Azienda e non li vuole fare.

7) eventuali problematiche di gestione delle code dei clienti anche al di fuori degli uffici non sono di competenza del Preposto… (quando invece diverse ordinanze regionali e comunali fanno capo al gestore dell’attività’ l’ordinata gestione delle code anche in tema di distanziamento…)

Per questo FNC-UGLcom ha ritenuto responsabilmente di non condividere

l’impostazione dell’Azienda non sottoscrivendo il Verbale della Riunione.

In un territorio come Brescia sul quale il COVID-19 ha fatto danni inverosimili, la nostra Segreteria FNC UGL si è battuta sin dal primo momento per le dotazioni di mascherine, sanificazioni e quanto altro per la sicurezza dei colleghi/e con segnalazioni inviate a Roma ed alla nostra Segreteria Nazionale che ha recepito le nostre richieste di sostegno; registriamo invece, ancora una volta, che i proclami delle RLS bresciane della SLP CISL SLC CGIL-UILPOSTE erano come dicevamo, tutte chiacchiere!

Ad oggi cosa dicono questi esperti della sicurezza dell’ irrispettosa firma dei loro nazionali a danno dei postali? Che fine hanno fatto tutte le loro rivendicazioni di lotta e chiusure per la sicurezza?

Niente colleghi/e… non dicono niente perché è dal 18 Marzo che gli RLS bresciani latitano!

Poste Italiane ha deciso per l’ennesima volta di assumersi una grandissima responsabilità, riaprendo addirittura gli uffici postali dal 27 Aprile al 2 Maggio “a pieno regime” (compresi doppio turno) in un momento in cui in Lombardia esistono ancora limitazioni Governative e Regionali alla mobilità delle persone e chiusure di altre attività per ridurre i contagi, adducendo alla motivazione del pagamento pensioni.

Noi riteniamo invece ci siano motivazioni commerciali perché tutta questa fretta non è giustificata dall’affluenza di clienti.

Il sindacato che si definisce di maggioranza SLP CISL invece, si è di nuovo “prostrato” all’azienda non appena i vertici di questa hanno avuto riconferma della loro cariche in Poste Italiane, si sono già ammansiti!

Noi restiamo liberi , indomiti, coraggiosi …

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