Misure di sicurezza e prevenzione emergenza COVID-19

Giungono alla scrivente ancora tantissime segnalazioni di lavoratori preoccupati, soprattutto in uffici Layout (aperti) che, ad un solo giorno dal pagamento anticipato delle pensioni non hanno ancora notizie sulla consegna dei dispositivi di protezione individuale e varie ( mascherine, guanti, gel disinfettante) eventualmente esauriti, l’installazione dei nuovi plexiglass, delle sanificazioni. 

Molto spesso le risposte aziendali arrivano con toni ” stizziti ” verso i lavoratori che cercano conferme dalle strutture organizzative, laddove ancora si consiglia irresponsabilmente di lavare le mascherine, di andare in distacco per coprire malattie, di montarsi da soli i plexiglass, di rientrare a lavoro pochi minuti dopo le sanificazioni negli uffici e centri di recapito. 

In ambito recapito la scelta aziendale di richiamare in servizio tutti i lavoratori in permesso per emergenza o turnazione sta nuovamente riempiendo i CD di personale senza una logica precisa, dati gli esigui quantitativi di posta a disposizione (per lo più Amazon) e aumentando nuovamente il rischio di contagi tra i colleghi/e. 

Non è stato rispettato il dettame di livello centrale delle sole turnazioni di personale su 5 giorni a 7.12 ore, continuando a chiedere al personale prestazioni al sabato, facendo consegnare su zone attive e inattive, richiedendo ancora flessibilità e straordinari per smaltire ” vecchie ” giacenze. 

Anche qui nessuna attenzione aziendale sulla sicurezza tra le proteste dei portalettere e smistatori con mascherine ricevute giorni fa e rifornite a singhiozzo qua e là per il territorio. 

In generale l’azienda continua a ” promuovere ” una mobilità territoriale che contrasta con il DPCM del Governo e le indicazioni del Comitato di Crisi a livello centrale e riteniamo oramai che la situazione sia fuori controllo e ” navighiate a vista.” 

Di questo passo, in una zona che è la più colpita d’Italia, l’azienda Poste Italiane è ancora in ritardo su tutto e non riuscirà a garantire l’incolumità dei cittadini e dei suoi dipendenti nella settimana cruciale delle pensioni; oltre a non aver ancora comunicato con chiarezza a tutti gli uffici le ” modalità organizzative ” di queste particolari giornate in merito a chiusure/aperture, turni, accettazione clientela in ordine alfabetico etc.. 

In virtù di quanto sopra esposto la scrivente O.S. 

Chiede interventi urgenti e tempestivi in questi due giorni che precedono il pagamento delle pensioni ed in particolare: 

● Completo montaggio plexiglass in tutti i layout aperti; 

● Approvvigionamento ” giornaliero ” mascherine FFP2-EN149 a tutti i lavoratori in servizio; 

● Installazione di appositi strumenti segnalatori e divisori per le file negli UP; 

● Portalettere e smistatori appena finito il prodotto da lavorare devono andare a casa 

giustificati e pagati come giornata piena ( non ha senso farli insistere nei centri di recapito a lavoro finito ); 

● Servizio di vigilanza durante il pagamento pensioni. 

Come sindacato dei lavoratori postali vigileremo sulla corretta applicazione delle normative per la sicurezza e delle procedure concordate a livello centrale dal Comitato di Crisi che, se disattese, potrebbero provocare un rischio di contagio tra i lavoratori e la clientela. 

Vi informiamo altresì che stiamo procedendo a informare i lavoratori con apposita modulistica all’astensione lavorativa in mancanza delle disposizioni sanitarie in vigore. 

Sulla provincia di Brescia, l’emergenza Covid-19, ha fatto registrare migliaia di contagi e di persone debilitate e ammalate per effetti contigui e non mancano casi tra i postali. 

Naturalmente ribadiamo il nostro punto di vista ovvero che dopo l’erogazione delle pensioni quale servizio essenziale Vi sia la chiusura totale delle strutture di Poste. 

Il primo dovere aziendale oggi è quello di salvaguardare i propri dipendenti. 

Cordiali saluti. 

Brescia 24/03/2020 

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